COSTRUIAMO IL BLOCCO POPOLARE

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Lista Comunista - per il Blocco Popolare

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giovedì 26 marzo 2009

Un modo per uscire dalla crisi: Blocco Popolare

sabato 31 gennaio 2009

Banchetto e irruzione a Bari: lottiamo in tutti i campi per difendere la libertà d'espressione!

Rinviato al 20 marzo il processo d’appello contro Giuseppe Maj e 15 prigionieri politici delle BR-PCC.

Organizziamoci fin da subito per realizzare un presidio di lotta e solidarietà davanti al Tribunale di Bari!

Il 29 gennaio molti lavoratori, studenti, casalinghe e pensionati di Bari hanno espresso solidarietà ai compagni inquisiti… mentre con la nostra irruzione nel Palazzo comunale facevamo cadere la maschera al “democratico” sindaco Michele Emilano del PD!

E’ stato rinviato al 20 marzo 2009 il processo in Corte d’Appello che vede imputati 15 compagni delle BR-PCC e Giuseppe Maj direttore responsabile de IL BOLLETTINO dell’Associazione Solidarietà Proletaria e dirigente del (nuovo)Partito comunista italiano condannati il 28 giugno del 2005 dal Tribunale di Trani per il reato di propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale (capo di imputazione oggi abrogato) ed istigazione a delinquere. Fin da subito chiamiamo tutti i comunisti e tutti i sinceri democratici a partecipare al presidio che terremo davanti al Tribunale di Bari il 20 marzo, in solidarietà con i compagni imputati e contro questo attacco all’agibilità politica conquistata con la Resistenza Partigiana (per avere informazioni più dettagliate:

http://www.solidarietaproletaria.org/public/docu/comunicati/2009/230109.pdf

Articolo del Corriere del Mezzogiorno

La notifica del rinvio è stata comunicata all’ASP e all’avv. di Giuseppe Maj, G. Loconsole, per telefono dalla DIGOS (!!!) a soli due giorni dal processo (mentre i giornali fino al 28.01.09 continuavano a dare la notizia che l’udienza si sarebbe tenuta il giorno successivo), cosa che già di per sé la dice lunga sul rispetto delle norme da parte della Magistratura quando si tratta di processare i comunisti. Formalmente il rinvio è stato motivato dalla mancata notifica della data del processo ad alcuni degli imputati oggi in carcere, ma sappiamo benissimo che la vera causa dello slittamento sta nella preoccupazione della classe dominante a riuscire a gestire un processo a cui ci preparavamo a dare ampio risalto: un processo che nei giornali, per la consueta opera di intossicazione mediatica, è passato come “il processo alle BR”, ma che è in realtà un processo in cui saranno ancora una volta posti in discussione diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione quali la libertà di stampa e la libertà di espressione e di opinione.

Dopo la comunicazione del rinvio, abbiamo discusso se fare o meno il presidio che avevamo organizzato. Alla fine abbiamo deciso di non farlo e di tenerlo il 20 marzo (molti compagni avrebbero dovuto prendersi infatti dei giorni di ferie). Per non farci però legare le mani dai tempi stabiliti dalla borghesia e dalle sue manovre, ma giocare d’attacco e avere noi l’iniziativa in pugno, abbiamo deciso di fare un banchetto davanti al Tribunale per denunciare la persecuzione in atto e promuovere la solidarietà tra le masse popolari, insieme ai compagni del Comitato Iqbal Masiq di Lecce e ad un compagno di Trani. Abbiamo esposto i nostri striscioni, volantinato, fatto dei megafonaggi, rilasciato interviste a tv e giornali locali e regionali (che, tranne qualche eccezione, non hanno però dato la notizia). Significativa la solidarietà e il sostegno che abbiamo ricevuto da lavoratori, studenti, casalinghe e pensionati della città: in poche ore circa ottanta persone hanno espresso la loro condanna alla persecuzione politica in atto, firmando l’Appello “No alla persecuzione dei comunisti” (disponibile sul sito: www.carc.it)! Degli operai che lavoravano in una cantiere davanti al Tribunale sono venuti a parlarci e a farsi delle foto con noi; alcune persone si sono fermate per stringerci la mano!

Abbiamo inoltre deciso di irrompere ad un convegno pubblico sull’urbanistica organizzato presso la Sala comunale e presieduto dal Sindaco di Bari Michele Emiliano, esponente del Partito Democratico ed ex magistrato della DIA (Direzione investigativa antimafia). L’obiettivo era far prendere posizione al primo cittadino contro questo attacco ai diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana (e rafforzare così la lotta che stiamo conducendo) o spingerlo a smascherarsi pubblicamente come complice di questa persecuzione (rafforzando anche in questo caso la lotta, poiché avrebbe dato l’ennesima dimostrazione alle masse popolari del carattere politico e repressivo del procedimento). L’esperienza che in questi mesi la “carovana” del (n)PCI sta acquisendo rispetto all’irruzione nel “teatrino della politica borghese” dimostra infatti che, per condurre queste incursioni nel “teatrino” e ottenere questi risultati, non occorre essere necessariamente in tanti. I nostri compagni hanno preso la parola, denunciato il tentativo di criminalizzazione in atto e il grave attentato ai diritti costituzionali e alle libertà democratiche, chiedendo al primo cittadino di prendere posizione in merito ed esprimere la sua solidarietà. Dopo il nostro intervento il Sindaco ha fatto finta di niente per circa mezz’ora, atteggiamento questo che già da solo mostra l’“alta” considerazione che costui ha per la difesa dell’agibilità politica e dei diritti conquistati con la Resistenza Partigiana e Antifascista. Abbiamo allora ripreso la parola e chiesto di nuovo al Sindaco di esprimersi. Messo alle strette pubblicamente, Michele Emiliano è scattato in piedi e si è messo ad urlare che non avevano diritto di parola, apostrofandoci come “provocatori” e “terroristi”. Un nostro compagno gli ha allora risposto: “Non è vero che siamo terroristi! Noi non abbiamo niente a che fare con gli imperialisti USA e con i sionisti!”. Un'altra compagna gli ha detto che lui è un nostro dipendente poiché dice di governare “per e in nome del popolo” ed è pagato con le nostre tasse, quindi non si deve assolutamente permettere di comportarsi come un signorotto che fa il buono e il cattivo tempo nel suo feudo! Inoltre, se per lui chiedere di prendere posizione contro la violazione dei diritti politici vuol dire essere dei “provocatori” allora è chiaro cosa ne pensa della Costituzione!

Il Sindaco è stato colto di sorpresa dalle nostre risposte ,che lo avevano smascherato pubblicamente e senza mezzi termini (in sala erano presenti anche dei giornalisti) ed è rimasto spiazzato dal fatto che nessuno dei presenti prendeva le sue parti (anzi un esponente dell’associazione Verdi Ambiente e Salute - VAS - di Bari, che nel frattempo aveva aderito al nostro Appello “No alla persecuzione dei comunisti” e resosi disponibile per raccogliere altre adesioni nella città, ha preso posizione in nostro sostegno). Il “democratico” Sindaco Michele Emiliano ha allora ordinato alla DIGOS (che aveva chiamato dopo il nostro primo intervento) di buttarci fuori manu militari. Questi scagnozzi hanno eseguito l’ordine e ci hanno identificato, rispondendo così alle nostre proteste: “Noi possiamo chiedere i documenti a chi vogliamo e tutte le volte che vogliamo!”. Gli abbiamo ribattuto: “La verità è che volete solo cercare di intimidire chi denuncia e sostiene ad alta voce i diritti delle masse popolari e, infatti, state chiedendo i documenti solo a noi tra i presenti in sala!”.

Questa è la “democrazia” del signor Sindaco! E’ gente di questa risma che decide sulla vita dei lavoratori, studenti, casalinghe e pensionati di Bari! Tutti i comitati di lotta, i sinceri democratici, i comunisti di Bari che non hanno intenzione di pagare la crisi dei padroni devono tenerne conto, vigilare sul suo operato, stargli con il fiato sul collo promuovendo il controllo popolare sulle decisioni del Consiglio Comunale, per rendere difficile al lor signori di inciuciare e prendere decisioni sulla pelle dei lavoratori, studenti, casalinghe e pensionati e rafforzare le lotte che questi conducono per la difesa dei diritti! Bisogna unire la lotta nelle piazze e nei posti di lavoro con le irruzioni nel “teatrino della politica borghese” perché quando il gatto non c’è i topi ballano!

La lotta contro la repressione e la solidarietà con i compagni inquisiti, la lotta per la difesa dei diritti, il controllo popolare sui politicanti e le irruzioni nel “teatrino della politica borghese” rafforzano la lotta contro la banda Berlusconi e per la costruzione di un Governo di Blocco Popolare che poggi sulle organizzazioni popolari e operaie, che adotti le misure d’emergenza per uscire dalla crisi, avanzando così nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista:

1- assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura secondo un piano (nessuna azienda deve essere chiusa);

2- distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi;

3- assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli in cambio le condizioni necessarie per una vita dignitosa e la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato);

4- avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva;

5- stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con il governo di BP.

Il 20 marzo tutti davanti al Tribunale di Bari contro la persecuzione dei comunisti, contro i tentativi di cancellare i diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana e Antifascista, in solidarietà con i rivoluzionari prigionieri!

Ribaltiamo contro la borghesia i suoi attacchi: passiamo da accusati in accusatori!

Uniamo le lotte nelle piazze con le irruzioni nel “teatrino della politica borghese”!

Mandiamo a casa la banda Berlusconi!

Costruiamo il Governo di Blocco Popolare!


venerdì 28 novembre 2008

Costruiamo comitati popolari di controllo e denuncia della pubblica amministrazione

Se lasciati soli nelle assemblee elettive, i politicanti borghesi le utilizzano per prendere decisioni contro i lavoratori, gli studenti, i pensionati, le casalinghe e gli immigrati: “quando il gatto non c’è i topi ballano!”. Quando però le masse popolari rompono con la subordinazione a questa casta di notai che fa gli interessi dei padroni e del Vaticano, iniziano a controllarne l’operato e a far sentire la loro voce anche all’interno dei consigli di zona, di circoscrizione, comunali, provinciali, ecc. cambiano le carte in tavola: si riduce l’agibilità di lor signori, il “teatrino della politica” e la tanto sventolata “democrazia” diventano per loro una gabbia, un intralcio al loro lavoro “al servizio del cittadino” (ricco). Il controllo popolare gli mette i bastoni tra le ruote.

Allo stesso tempo, quest’attività di controllo (denuncia e mobilitazione) rafforza tra i lavoratori, gli studenti, i pensionati, le casalinghe e i disoccupati la coscienza di classe perché mostra la netta separazione tra i due campi (quello delle masse popolari e quello della borghesia e i suoi notai), mette a nudo la reale natura e funzione della “democrazia”, alimenta la volontà di riscossa, promuove l’organizzazione, la lotta e la solidarietà tra le masse popolari, contrasta la rassegnazione, il fatalismo e la demoralizzazione, toglie terreno alla destra reazionaria e ai gruppi fascisti. Il controllo popolare contribuisce quindi alla lotta per promuovere la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari e accumulare forze per fare dell’Italia un paese socialista!

Con questo messaggio avviamo la campagna di denuncia e controllo dell'operato degli amministratori pubblici locali a Matera. Inseriamo il link a due articoli apparsi sul sito sassiemigranti.org che invitiamo a visitare.

NUOVO!!



Il Comune di Matera, i servizi ai cittadini e diecimila euro per una cena di gala




sabato 22 novembre 2008

Opere complete di Mao Tse Tung


E' disponibile la collezione delle opere di Mao Tse Tung.
Contattateci per acquistarle o per maggiori informazioni.

lunedì 23 giugno 2008

Matera - Consiglio comunale del 19 giugno 2008


Il 19 giugno, dalle ore 17,30 si è riunito il Consiglio comunale di Matera nella sala delle adunanze di via La Vista. L'ordine del giorno da trattare, in sessione straordinaria urgente in prima convocazione era il seguente:

1. Ordine del giorno a firma del consigliere Braia ad oggetto: parcheggio antistante il Comune.
2. Ordine del giorno a firma del consigliere Chietera ad oggetto: istituzione della Parking Card.
3. Ordine del giorno a firma del consigliere Lamacchia ad oggetto: stato di abbandono area circostante il vecchio Ospedale, futuro Campus Universitario della città.
4. Ordine del giorno a firma del consigliere Gullà ad oggetto: politiche per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per donne e uomini.
5. Ordine del giorno a firma del consigliere Giammetta ad oggetto: modifica al regolamento sui pubblici esercizi.
6. Ordine del giorno a firma del consigliere Vizziello ad oggetto: riqualificazione Villa Comunale e dintorni in occasione festeggiamenti M.S. della Bruna.
7. Ordine del giorno a firma del consigliere Bianchi ad oggetto: spostare i giochi per bambini dalla Villa Comunale in Piazza Firrao e rapido efficientamento dei giochi già esistenti.
8. Ordine del giorno a firma dei consiglieri Stella Brienza e Tataranni ad oggetto: variante alle norme tecniche d'attuazione della variante relativa alla disciplina dello spazio extra e periurbano.
9. Interpellanze ed interrogazioni di diversi consiglieri comunali.

Su richiesta dei gruppi consiliari di maggioranza è stato discussa prioritariamente e per motivi di "urgenza" l'approvazione della modifica dell'art.10 del Regolamento per la disciplina di somministrazione di alimenti e bevande.
La nostra sezione ha partecipato alla seduta consiliare, insieme ai rappresentanti di Qui Matera Libera e del Meetup Matera 2 di Beppe Grillo.
Dalle 17,30 alle 20,00 i "teatranti", tra ostruzionismi, mozioni e passaggi di "dialogo costruttivo tra maggioranza e minoranza" hanno affrontato 1 solo punto all'ordine del giorno, concludendo con l'approvazione della modifica al regolamento. In sostanza, questo per la città significherà maggiore libertà per gli esercizi commerciali di riempire le piazze e le strade del centro storico con tavolini, sedie, ombrelloni e tutto quanto serve, qui ed in altre città, a catturare turisti e visitatori.

Questa è un'urgenza per i teatranti della politica borghese! L'ordinamento sociale nel quale ci costringono a vivere porta a queste e ad altre "urgenze" simili per la nostra amministrazione comunale!

Siamo intervenuti al Consiglio comunale con la videocamera, per registrare le gesta dei teatranti ed avere gli elementi per sostenere la denuncia delle loro malefatte.

Il solo fatto che due ore e mezzo di Consiglio siano servite a trattare un solo punto all'ordine del giorno la dice lunga....
Ci rendiamo conto che costruire un Comitato che controlli e denunci l'operato degli amministratori pubblici locali non è cosa facile.
Dobbiamo agire con fantasia e lungimiranza, dobbiamo sfruttare tutte le occasioni possibili e utilizzare tutti i mezzi di propaganda, tradizionali e tecnologici. Dobbiamo essere pratici, concreti e creativi.

I teatranti hanno tutto il tempo che vogliono per i loro intrallazzi, noi dobbiamo sfruttare al meglio le forze e il tempo a nostra disposizione!

lunedì 16 giugno 2008

Chiaiano Manifestazione Nazionale contro la mega discarica

Un bel video. Grazie a chi lo ha girato e montato.
Alla prossima...

martedì 22 aprile 2008

63° anniversario della Liberazione


Venerdì 25 aprile dalle ore 17,30

Appello contro la persecuzione dei comunisti e contro l'estradizione di Avni Er e Zeynep Kilic


Spazio gestito nell'ambito del V2DAY
Presso il Parco del Boschetto


Via Lucana - Matera